giovedì 21 luglio 2016

Video 150° anniversario banda di Mili San Marco

Il 6 agosto 2015 il complesso bandistico Giacomo Puccini di Mili San Marco ha festeggiato i suoi primi 150 anni di vita. L'emittente messinese TreMedia ha documentato in modo impeccabile quella serata di festa ed emozioni che potrete anche voi riviere attraverso il video che segue.

sabato 15 agosto 2015

C'era una volta il GS Ospedale Piemonte

Sul finire degli anni '60 nasceva a Messina il GS Ospedale Piemonte, stella del calcio dilettantistico cittadino, al cui successo indiscusso di quegli anni hanno contribuito diversi «miloti». Su tutti svetta Pippo Todaro, storico libero giallorosso per oltre dieci anni, ma anche Pino Sisalli e Pietro Lo Vecchio.

Gruppo Sportivo Ospedale Piemonte, 1973
Caldo, Passeri, Puntoriero, Santoro, Sisalli, La Rosa, Bonfiglio, Greco
Accosciati: Gallo, Velardi, Gazzetta, Morgante, Todaro
Al nosocomio di Viale Europa da tempo si organizzavano tornei interni che coinvolgevano il personale medico ed infermieristico, come ricorda proprio un emozionato Pippo Todaro, al tempo allievo del corso infermieri, ma non si era mai andati oltre l'ordinaria attività ricreativa. Eppure a qualcuno non sfuggirono le singolari individualità che emergevano in quei semplici tornei.

Nel 1967 su iniziativa di uno sparuto ma affiatato gruppo di tecnici, dirigenti, ed atleti veniva costituito il Gruppo Sportivo Ospedale Piemonte destinato a diventare negli anni dominatore assoluto dei tanti tornei aziendali organizzati nella nostra città. Questa la composizione dello staff dirigenziale e tecnico:

domenica 26 ottobre 2014

Origine del nome Mili

L'origine del toponimo Mili è tuttora dubbia nonostante esistano ben tre ipotesi che cercano di spiegarne il significato. Delle tre tesi una è verosimilmente più convincente delle altre ma questo è solo un mio parere, consideratelo tale.

Toponimo Mili
Il toponimo Mili sopravvive in quattro centri abitati situati pochi chilometri a sud di Messina: Mili Marina e Mili Moleti sulla strada litoranea, Mili San Marco, in posizione più elevata a circa 75m sul livello del mare, e Mili San Pietro, ancora più all'interno, a circa 200m d'altitudine.

All'inizio del XX secolo esistevano solo gli ultimi due centri, Mili San Marco, detto allora Mili Inferiore, e Mili San Pietro, denonimato Mili Superiore. Oggi è indiscutibile che il nome dato ai due villaggi derivi proprio dalla fiumara Mili, sua cui valle essi si affacciano, ma cosa significa esattamente Mili?

Nella monografia Ciriaco o Melaios di Enrica Follieri, del 1973 la studiosa fa risalire l'etimologia del nome Mili a μύλος cioè «mola», «macina» e, in età successiva, «mulino». La fiumara Mili pertanto dovette trarre il nome dai mulini posti su di essa e azionati dalla sua corrente: del resto già nel diploma di fondazione si parla di un mulino (molendinum) qui constituit Abbas in fluvio Mili, per cui il conte Ruggero concede l'esenzione da aggravi fiscali, aggiungendo che l'abate ha la potestà di alia constituere ubi voluerit in praedicto fluvio ovvero la libertà di costruirne di nuovi.

sabato 15 marzo 2014

Ciriaco di Mili: il grande amanuense

Fra gli amanuensi italo-greci più operosi sul finire del secolo X ha ricoperto un ruolo fondamentale la figura di Ciriaco, monaco e prete, che lo storico francese Pierre-Henri Batiffol ipotizzò essere nato proprio a Mili.

Miniatura che raffigura un amanuense al lavoro
Il nome di Ciriaco appare nelle sottoscrizioni di due noti manoscritti custoditi nella Biblioteca Vaticana, il Vat. gr. 2020 e il Vat. gr. 2138. Le due sottoscrizioni furono trascritte, studiate e riferite al copista da Pierre Batiffol, pioniere degli studi sui monoscritti e sulle biblioteche delle badie greche del meridione, che pubblicò nel libro l'Abbaye de Rossano del 1891. Ed è proprio da una di tali sottoscrizioni che monsignor Battiffol ritenne di poter desumere che Ciriaco fosse originario di Mili al punto che molti altri studiosi hanno in seguito ripetuto la notizia dell'origine messinese di Ciriaco.

Ma chi erano gli amanuensi? Erano delle figure professionali che per mestiere ricopiavano i manoscritti. Nel Medioevo questo lavoro era perlopiù affidato ai monaci, che copiavano i testi in una stanza adiacente alla biblioteca, detta scriptorium. Era una delle stanze più importanti delle abbazie, ed era l’unica ad essere sempre riscaldata. Qui il monaco copista trascriveva i testi in silenzio, interrompendo il suo lavoro solo per le preghiere; di rado era aiutato da un altro confratello che dettava e controllava, a sua volta, eventuali errori del testo.

domenica 29 settembre 2013

Il teatro a Mili negli anni '60: interpreti principali

ARTICOLO AGGIORNATO. DATA DI PRIMA PUBBLICAZIONE 18 NOVEMBRE 2012
Il paese di Mili San Marco vanta una tradizione teatrale di tutto rispetto, che a onor del vero continua ancora oggi, e negli anni sessanta ha visto un decennio particolarmente fecondo di interpreti e di compagnie.

La cantata dei pastori
In questo articolo ci concentreremo, in modo particolare, sulla compagnia che chiameremo di «San Domenico» ovvero su quel gruppo di persone che svolgevano attività teatrale nella chiesa di San Domenico e che, nonostante la pochezza di mezzi, arriverà a conquistare il grande pubblico del Teatro Savoia.

Il gruppo in questione nasce negli anni '60 dalle ceneri di una compagnia ancora più vecchia formata da Santino Magale, Ciccio Intersimone e Nino Spadaro (muzzuni). Non trovando nel villaggio dei locali idonei a svolgere la normale attività di laboratorio teatrale, si rivolgono al vicino paese di Mili Marina dove ottengono dall'allora parroco, Padre Federico Nunzio, l'autorizzazione ad utilizzare i locali della vecchia chiesa dove iniziano, con molti sacrifici, a coltivare la loro passione per l'antica e nobile arte del teatro.

domenica 18 agosto 2013

Il conte Ruggero, u' camiddu e l'omu sabbaggiu

ARTICOLO AGGIORNATO. DATA DI PRIMA PUBBLICAZIONE 25 SETTEMBRE 2011
La ballata del camiddu e dell'omu sabbaggiu, ovvero del cammello e dell'uomo selvaggio, raffigura lo scontro tra il Gran Conte Ruggero d'Altavilla e un saraceno appiedato e vuole significare la conquistata libertà da parte del popolo siciliano e il loro riappropriarsi del territorio, dei costumi e della propria cultura.

Ruggero I di Sicilia
Il bagaglio storico che questa pantomima porta dietro con se è ricchissimo e lo vedremo in dettaglio nel seguito di quest'articolo. Sappiate già da adesso che la danza in questione è un ballo di lotta, di conquista e di morte e solo l'ignoranza sull'origine di questa tradizione ha portato, in certe realtà, a una degenerazione dello spettacolo con balletti caratterizzati dallo scherno e dal ridicolo.

Ai giorni nostri, questa tradizione continua a sopravvivere in molti villaggi del Messinese, come a Santo Stefano Medio, Torre Faro o ad Alì Superiore, così come in molti altri paesi della Sicilia e della Calabria. Anzi, ci sono una serie d'indizi che, verosimilmente, posso farci affermare che la paternità di questa pantomima spetti proprio al paese di Santo Stefano Medio.

A Mili San Marco, in passato, u' camiddu e l'omu sabbaggiu si rappresentava in occasione dei festeggiamenti del santo patrono, nella seconda domenica di Agosto, e ancor prima nell'ultima domenica di Maggio. La ballata aveva luogo nell'ex-campo di calcio della fiumara e dava la possibilità a tutti i paesani di godere dello spettacolo in una cornice quasi fiabesca.

Eccezionalmente, nell'estate del 2013, u' camiddu e l'omu sabbaggiu hanno «duellato» nuovamente nel nostro villaggio, stavolta però nella Piazza centrale del paese. Inserito nel calendario Estate in Piazza 2013, è stato grazie ad una iniziativa personale di Pippo Leonardo se questa antica tradizione ha rivissuto nuovamente nonché l'occasione per farla conoscere a molti dei presenti e per emozionare quanti già l'annoveravano tra i propri ricordi.

domenica 24 marzo 2013

Giuseppe Garibaldi a Mili Marina

È possibile che Giuseppe Garibaldi sia stato ospite del paese di Mili Marina? Con buona probabilità si, anche se non esistono riferimenti scritti ma soltanto alcune storie tramandate verbalmente di cui sono venuto a conoscenza.

Giuseppe Garibaldi, 1866
La marinota Concettina Munagò narrava spesso che la propria madre le raccontava un episodio che vedeva Giuseppe Garibaldi ospite presso una casa di Mili Marina. Il racconto le era stato tramandato a sua volta dalla bisnonna che probabilmente è stata testimone della vicenda.

La sig.ra Concettina da qualche anno non è più tra noi ma sono sicuro che in molti la ricorderanno, soprattutto a Mili Marina. Appartenente ad una famiglia numerosa, tre sorelle e due fratelli, è stata dirimpettaia della casa dei miei genitori per diversi anni, prima di trasferirsi nuovamente a Mili Marina, suo paese natale. Ricordo che lei e una sua sorella che le faceva visita più volte hanno raccontato di questo episodio e in questo articolo cercherò di verificarne l'attendibilità.

giovedì 7 febbraio 2013

A patti i cannaluvari: Il processo, 1993

In occasione del Carnevale del 1993 lo storico gruppo «Bitto-Leonardo-Messina» porta in scena una deliziosa farsa, dal titolo Il processo, nella quale vengono rappresentate le vicende di un maldestro onorevole, corrotto e truffaldino.

Il processo, 1993
Il gruppo trae pieno spunto dai fatti di Mani pulite, scoppiati nel 1992, in cui un pool di magistrati della Procura di Milano porta a galla un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti tra il mondo politico italiano e quello finanziario. È la cosiddetta tangentopoli che coinvolgerà senatori, deputati, ministri, imprenditori e perfino ex presidenti del Consiglio.

Si ride frequentemente e con gusto, sia per le situazioni inscenate sia per alcune battute davvero ben congegnate; una su tutte: «veni 'ca bedda figliola che ti fazzu 'na picca i scola» detta da un focoso giudice (Pietro Bitto) alla sfrontata figlia del politico interpretata da Pasquale Messina. Una menzione particolare va inoltre fatta a Masino Grasso ed alla sua caratteristica interpretazione di un avvocato.

domenica 13 gennaio 2013

Mili San Marco in FM: storia della radio di paese

Nello stesso anno in cui a Milano veniva fondata Radio Deejay (1982), nel paese di Mili San Marco nasceva un'emittente radiofonica privata frutto della passione e della caparbietà di un gruppo di intrepidi ragazzi: Radio Antenna San Marco.

Radio Antenna San Marco, 1982-1986
In questa immagine sono raffigurate alcune delle persone che hanno prestato le proprie braccia e il proprio tempo alla radio ma, in realtà, i protagonisti di questa avventura sono molti di più e nel prosieguo di questo articolo cercherò di citarli tutti (ci spero). Ma partiamo dall'inizio.

Siamo nel 1977: Biagio La Fauci e Piero De Pasquale sono due bambini con una forte passione per gli apparecchi radio. Sono così innamorati delle varie trasmissioni radiofoniche del tempo che il loro gioco preferito consiste proprio nel «fare radio». Dalla loro fantasia nasce Radio Cunigghiaru che qualche giorno dopo trasformeranno nella più altisonante Radio Interferenza Galattica. Tutto ancora era solo un gioco, e nessuno di loro aveva ne i mezzi economici ne la conoscenza per irradiare un vero segnale radio, ciononostante, Biagio e Piero cercavano di dare un «corpo» alla loro fantasia.

domenica 9 dicembre 2012

A patti i cannaluvari: Show Tram, 1988

Siamo nel 1988 e in occasione delle festività del Carnevale viene rappresentata, nelle varie sale del paese, questa Show Tram '88 articolata farsa allestita dalla penultima generazione di «pattari» milisanmarcoti.

Show Tram, 1988
Un artigianale manifesto invita tutte le ragazze di Mili San Marco a partecipare ad un concorso di bellezza che premierà la più bella del villaggio. Occasione ghiotta che verrà accolta sia dalle «bellissime» del paese sia da chi bella non lo è proprio, arrivando a stuzzicare anche l'interesse di una signora attempata e piacente che non riuscirà a resistere dall'iscriversi al concorso.

Vanno in scena situazioni stereotipate per questo gruppo di interpreti, come il fidanzato cornuto o la fidanzata sciantosa, cavalli di battaglia riproposti in molte delle loro patti i cannaluvari, ma questo significa garanzia del risultato e la risata è sempre dietro l'angolo. Si ride per le battute sicuramente, ma anche per la forte caratterizzazione di alcuni dei personaggi in scena come, per fare qualche nome, Mimmo Alibrandi, Marco Calatozzo o il compianto Rosario De Rosa, a riprova ancora una volta del talento intrinseco che questo gruppo possedeva.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...