domenica 23 ottobre 2011

Le chiese di Mili San Marco: il mistero della croce

Nel paese di Mili San Marco oltre al bellissimo edificio parrocchiale dedicato all'evangelista si trovavano dislocate, tra le varie contrade del villaggio, ben altre quattro chiese, a sottolineare la profonda fede e la grande religiosità che si respirava nel piccolo borgo della città dello stretto.

Chiesa di San Marco Evangelista
La prima chiesa, che è anche la struttura più antica dell'intero villaggio, è la chiesa settecentesca di San Domenico, ed è anche l'unica delle quattro che è rimasta sostanzialmente intatta fino ai nostri giorni.

Costruita originariamente dalla famiglia nobiliare degli Stagno d'Alcontres è stata negli anni di proprietà della famiglia Romeo che di recente l'ha ceduta alla diocesi di Messina. Dal 1955 al 1958, periodo in cui la Matrice è rimasta chiusa per dei lavori di restauro, la chiesa di San Domenico è stato il luogo di culto di riferimento per la nostra parrocchia; al suo interno si sono svolte tutte le funzioni religiose ricadenti nel suddetto periodo, compresa la celebrazione di tridui, novene, prime comunioni e matrimoni.

Chiesa di San Domenico
Successivamente, al suo interno, si sono tenute delle recite teatrali e tra i compaesani che si esibirono nella piccola chiesa, allietando le serate di tanti miloti vanno ricordati: Ciccino Sanfilippo, Ciccio Intersimone, Franco Munafó, Lorenzo Cirinà e Mimmo Locandro. La chiesa venne poi, via via, abbandonata accelerandone il suo deterioramento e riducendola in uno stato pietoso ed inqualificabile. L'edificio è stato parzialmente ristrutturato nel 2008 e oggi viene utilizzato nuovamente per attività teatrali e ricreative.

Il quadro seguente, raffigurante la Madonna del Rosario, proviene proprio dalla chiesa di San Domenico ed oggi è custodito dal sig. Marco Romeo. Testimonia ancora una volta il forte culto per la Madonna del Rosario diffusosi sul territorio a partire dal '600 e propagandato proprio dai frati domenicani.

Madonna del Rosario
La seconda chiesa, detta di San Nicola, sorgeva sull'altura che guarda la piazza della chiesa parrocchiale. Era probabilmente un cenobio, ovvero un monastero in cui i religiosi vivevano in comunità, ma oggi è quasi completamente distrutto e restano visibili soltanto qualche nicchia d'altare e qualche stipite con fregio cinquecentesco. Questo edificio ecclesiastico è restato integro almeno fino al 1908 quando il tremendo terremoto che investì Messina lo rase al suolo, cancellandolo per sempre. Oggi, nelle sue immediate vicinanze è possibile ammirare una croce di ferro, collocata sul luogo in occasione di un pellegrinaggio fatto da alcuni frati missionari, in visita al nostro paese, nei primi anni '60.

La croce venne interamente costruita da due nostri volenterosi compaesani, i compianti Ciccino De Domenico e Francesco Cucinotta (detto Santino) che, come molti sapranno, era il proprietario dell'armeria che c'era in paese.

Chiesa di San Nicola
La terza chiesa, detta di Gesù e Maria sorgeva nella omonima contrada del paese e oggi sono visibili solo i suoi muri perimetrali. Tra il 1910 e il 1915 l'interno della chiesa era ancora integro, con alcuni quadri sacri, l'altare maggiore, dei banchi e forse un organo a canne, come mi testimoniò ancora in vita mio zio, il sig. Giovanni Parisi (1904-2006), che giocando nella vicina piazza, da bambino, li ammirava guardandoli attraverso una fessura del portone d'ingresso. Purtroppo non ho informazioni di cosa accadde alla chiesa per i quasi quarant'anni successivi. Arrivando al 1950 l'edificio era già abbandonato e i bambini del tempo lo utilizzavano come spazio per giochi, piccoli spettacoli teatrali e luogo di ritrovo dopo le scampagnate.

Il 13 Dicembre del 1954 un forte vento, che soffiò tutta la notte, abbattè il muro del prospetto frontale della chiesa sulle case dirimpetto causando la morte della sig.ra Angela Ventre in Todaro, e risparmiando miracolosamente la figlia Enza. Il caso volle che proprio quella notte la madre, sicuramente preoccupata per il forte vento, scambiò il posto dove abitualmente dormiva con quello della figlia consentendole di sopravvivere a discapito della sua stessa vita. La bimba venne estratta dalle macerie grazie all'intervento di Francesco e Mimmo Cucinotta, rispettivamente padre e figlio, che a spallate forzarono la porta dell'abitazione in cui la piccola si trovava tirandola fuori da detriti e calcinacci.

Chiesa di Gesù e Maria
La foto seguente è dell'Aprile 1954, lo stesso anno della disgrazia ricordata, ed è possibile notare come la struttura dell'edificio fosse praticamente ancora integra ad eccezione della struttura coprente caduta due anni prima.

Panorama di Mili San Marco, 1954
La quarta ed ultima chiesa sorgeva nella curva della Fontana dell'Amore, esattamente tra lo stradale principale e la piccola stradina di accesso alla fiumara. Nella foto seguente, per puro caso, è stato immortalato il suo muro perimetrale e la croce che su di essa sorgeva.

Chiesa alla Fontana dell'Amore (alle spalle)
L'edificio ecclesiastico apparteneva a una ricca famiglia di antichi milesi e pare che agli inizi del 1900 fosse stata già abbandonata. Negli anni il rudere divenne di proprietà delle suore della congregazione delle Ancelle Riparatrici del SS. Cuore di Gesù, probabilmente perchè ricadente su un terreno donato alla famiglia di religiose, e dai primi anni '80 è stata inglobata dal condominio che oggi si trova nelle sue immediate vicinanze. Restano ben visibili, a futura memoria, un muro perimetrale, una nicchia ed altri elementi strutturali.

La cosa che mi ha incuriosito e che queste quattro chiese sono allineate secondo una disposizione molto particolare, per essere precisi formano una croce latina.

Ovviamente, questa affermazione non ha nulla di scientifico e per avvalorare questa tesi si dovrebbero fare misurazione sul campo. Tuttavia esitono delle storie in cui si racconta che, anni e anni addietro, tra la chiesa di San Nicola e la chiesa di Gesù e Maria scorresse un lungo filo, su cui si poggiavano piccioni e tortore. Questo confermerebbe che le due chiese sono allineate, ma forse il grande matematico Euclide ci può essere maggiormente d'aiuto quando ci dice che per due punti passa una e una sola retta. Per lo stesso motivo anche la chiesa di San Domenico e la chiesa in prossimità della Fontana dell'Amore risultano perfettamente allineate. Diventa importante verificare se siamo in presenza di due rette perpendicolari, ovvero due rette che incontrandosi formano quattro angoli retti; per far questo dovremmo verificare che il prodotto dei coefficienti angolari delle equazioni che descrivono le due rette sia uguale a -1, ma questa non è sicuramente la sede più adatta per farlo.

Prendiamo per buono il risultato che potete vedere in quest'ultima foto, e che vale molto più di ogni altra mia parola e ragionamento, e diventiamo i felici custodi di questo piccolo mistero alla Voyager.

Allineamento particolare delle quattro chiese
Un'ultima domanda è ancora d'obbligo: la loro costruzione e la loro particolare collocazione è stata solo un puro frutto del caso o è stata attentamente ricercata? Purtroppo non lo sapremo mai.

Bibliografia:
G. M. Allone, S. Vadalà, Il III quartiere Normanno, Messina, E.D.A.S., 1995

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