domenica 18 settembre 2011

Gia Scala: la diva venuta da Mili San Marco

Nel paese di Mili San Marco ha vissuto alcuni anni della propria adolescenza, la famosa attrice Gia Scala, diva del cinema bellico e della commedia sofisticata degli anni Cinquanta e Sessanta, che ha recitato accanto a celebri attori fra cui Glenn Ford, Rock Hudson, David Niven e Gregory Peck.

Gia Scala
Gia Scala, nome d'arte di Giovanna Scoglio, nacque nella città di Liverpool, Inghilterra, il 3 marzo 1934, da un nobile messinese, il barone Pietro Scoglio, e da Eileen Sullivan, una donna di origine irlandese-spagnola.

Tre mesi dopo la sua nascita la famiglia Scoglio si trasferisce a Messina, dove vi risiederà per quasi quindici anni. A breve distanza nascerà anche Tina, sorella minore di Giovanna, destinata anch'ella ad intraprendere la carriera di attrice senza mai però arrivare al successo che raggiunse Gia.

Le sorelle Scoglio vivranno la loro infanzia all'ombra dello spettro della seconda guerra mondiale e in particolare dei bombardamenti aerei che subì la città di Messina. Nell'agosto del 1943 il capoluogo messinese appariva in condizioni quasi simili a quelle in cui fu ridotta dal terremoto del 1908 motivo per cui la famiglia Scoglio decise di trasferirsi nella periferia ionica.

sabato 10 settembre 2011

Nino Spadaro: il poeta gentiluomo

Il villaggio di Mili Inferiore ha avuto la fortuna di «veder» vivere ed operare il fine verseggiatore Nino Spadaro, persona amabile e squisito poeta, conosciuto da tutti i compaesani con l'appellativo di Ninu 'u pueta.

Nino Spadaro
Inspirato dalla dolce Musa Euterpe, in tutta la sua vita ha pubblicato ben quattro raccolte di poesie: Fatti e pensieri, Canto alla vita, Amare o perire e la sua ultima opera, Cercando la pace. In ciascuna di queste antologie è possibile leggere e contemplare liriche dalla dimensione e dal forte spessore filosofico, così pure versi e rime più terrene, che denotano il forte amore del poeta per le persone, i simboli e i luoghi del villaggio di Mili San Marco.

Fortunatamente i suoi componimenti non subiscono mai i condizionamenti del falso progresso, che intende dar forma di poesia a qualsiasi frammento di prosa, senza rima, senza musicalità e senza armonia di sentimenti. Tutt'altro, la forma lirica con cui sono organizzati bussa direttamente alle porte dei nostri cuori regalandoci emozioni di una sana e squisita genuinità d'altri tempi.

Prenderò in prestito il ricordo fatto dal poeta e critico messine Gaetano Arnò (1924-1990) nell'introduzione alla silloge Amare o Perire del 1984 per ricordare anch'io su questo blog la figura del nostro stimato compaesano.

martedì 6 settembre 2011

I milesi contro le truppe francesi di Giocchino Murat

Il 18 Settembre del 1810 gli abitanti di Mili San Marco, e dei villaggi di Galati, Santo Stefano e Briga, sono stati i protagonisti di un’azione coraggiosa che li ha visti attori nel respingere il tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat alla conquista dell’isola.

Gioacchino Murat, 1808
Nel 1810 Messina e la Sicilia erano sotto il controllo militare dell’Inghilterra, allora alleata con Ferdinando di Borbone che, per sfuggire all’invasione francese decretata da Napoleone Bonaparte, si era rifugiato a Palermo, come già era avvenuto nel 1799 con la proclamazione della Repubblica Partenopea.

Nel 1808, Napoleone dopo che il trono sottratto ai Borboni si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna, aveva nominato re di Napoli il cognato Gioacchino Murat.

Questi, muovendosi da Napoli per la conquista della Sicilia, giunse nella cittadina di Scilla il 3 giugno 1810 e vi restò sino al 5 luglio dello stesso anno, quando fu completato il grande accampamento di Piale. Nel breve periodo di permanenza, Murat fece costruire i forti di Torre Cavallo, Altafiumara e Piale, quest'ultimo con torre telegrafica (telegrafo di Chappe).

domenica 4 settembre 2011

Il sogno americano dei milesi

Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson, nella baia di New York, che ha simboleggiato l’inizio del sogno americano per milioni di emigranti alla ricerca di una nuova vita e, soprattutto, di lavoro.

In questa struttura, operativa dal 1 gennaio 1892 fino al novembre del 1964, hanno transitato oltre 12 milioni di persone e tra questi ci sono stati anche dei nostri compaesani. Da parte della mia famiglia, ad esempio, due sorelle e un fratello del mio omonimo e nonno paterno. Ma sono molti i milesi che hanno cercato fortuna oltre oceano, e non c'è famiglia a Mili che non abbia avuto un bisavolo, un antenato, un parente che non si sia imbarcato verso il continente americano.

Immigrati in arrivo ad Ellis Island
I grandi piroscafi transoceanici non attraccavano direttamente nel porticciolo di Ellis Island ma nel vicino porto di New York. Se eri un fortunato passeggero di prima o di seconda classe ricevevi la visita degli ufficiali dell'immigrazione nella tua cabina dove venivi interrogato e visitato in totale comodità. Diversa era invece la sorte dei passeggeri di terza classe, che venivano trasbordati, a volte dopo giorni di attesa, su dei traghetti che li trasferivano a Ellis Island. Gelidi d’inverno e bollenti d’estate, nonché totalmente privi di servizi igienici, tali traghetti erano davvero qualcosa di infernale. E l'inferno continuava anche sull'isola, luogo di macchinosa burocrazia, attraverso esami fisici e psichici spesso scioccanti, di interrogatori, di lunghe e ansiose attese, di permanenza coatta e di strane regole da rispettare. Solo dopo aver superato tutti questi ostacoli si riceveva il permesso di sbarcare e si veniva accompagnati al molo del traghetto per Manhattan.

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