martedì 21 febbraio 2012

A patti i cannaluvari: Milipolitik, 2006

E siamo a tre! Questa volta troverete online il video della farsa Milipolitik del 2006 interpretata dal gruppo di Giovanni Minutoli & Co. che può considerarsi come l'ultima vera patti i cannuluvari recitata a Mili San Marco.

Milipolotik, 2006
A dire il vero nel 2007 ci fu una piccola farsa di Nino Sanfilippo, recitata nei gazebo allestiti in piazza proprio per il carnevale di quell'anno, ma con Milipolitik siamo oggettivamente su un altro piano. A Nino Sanfilippo e ai fratelli masculara, Marco e Salvatore De Salvo, va comunque il merito di avere tenuto in vita lo spirito del vecchio carnevale milese fino alla fine, ricordando che questo trio di interpreti ha spesso recitato, in passato, fino a quattro farse diverse nelle varie serate di carnevale. In questo sta la loro unicità.

La scena si svolge attorno ad una tavola imbandita dove una famiglia al completo, nonna inclusa, guarda la propria TV. Un telegiornale improbabile e le promozioni elettorali di tre candidati immaginari, pronti a darsi battaglia, catturano la loro attenzione. Tra scenette divertenti e situazioni al limite del paradossale il tutto si sposterà all'interno dello studio televisivo di Porta a Porta, per poi concludersi nel seggio elettorale di Mili San Marco.

giovedì 16 febbraio 2012

Storie di carnevale: i carri fioriti di Giovanni Visalli

Il carnevale messinese degli anni '50 è stato uno tra i più importanti e apprezzati carnevali siciliani, con sfilate di carri allegorici, carri floreali e gruppi motorizzati in maschera. Nell'edizione del 1955 il premio per il più bel carro fiorito è stato vinto da Giovanni Visalli e dal suo meraviglioso «Dragone marino».

Dragone marino, 1955
Oggi Messina e la sua provincia non hanno più un carnevale meritevole di tale appellativo, se si esclude quello del comune di Saponara, ma tra il 1950 ed il 1959 la nostra città ha vissuto un momento felice che l'ha vista protagonista di un carnevale organizzato e curato nei minimi particolari con veglioni degni di questo nome, che si svolgevano nel Salone della Borsa della Camera di Commercio, al Cinema Savoia, alla Sala Metropol e in Fiera, e le già citate sfilate.

Nel 1955 il premio per il miglior carro allegorico adornato con fiori è stato vinto dal marinoto Giovanni Visalli, detto Vannuzzu. Noto falegname-ebanista del vicino Mili Marina, ha il merito di aver realizzato la struttura portante del carro mentre il suo rivestimento è stato il frutto dell'intenso lavoro di un floricoltore della zona, Nicola Galletta, zio del nostro compaesano Pippo Cristaudo.

domenica 12 febbraio 2012

A patti i cannaluvari: Pietro Bitto & Co, 2003

Continua la pubblicazione delle farse più simpatiche rappresentate a Mili negli anni passati. Questa volta è il turno di Pietro Bitto e del suo gruppo, in quella che può essere definita il «passaggio di consegne» alle nuove generazioni.

A patti i cannaluvari di Pietro Bitto & Co, 2003
Significativo il momento iniziale in cui proprio Pietro Bitto richiama alla memoria i fasti dei carnevali milesi degli anni trascorsi in cui lui e molti altri interpreti sono stati tra i principali animatori, anno dopo anno. Ma non dimentica di elogiare e plaudire all'iniziativa giovanile che, con i gruppi di Giovanni Minutoli e delle Evangelista, ha saputo raccogliere la tradizione farsistica di Mili.

La scena si svolge in due appartamenti adiacenti dove vivono una coppia di anziani e una coppia di giovani sposi. Le discussioni e le liti dei due sposini sono oggetto dei commenti e delle considerazioni della coppia di anziani che trascorrono tutto il loro tempo ad origliarli. Ad animare la situazione contribuiscono il carattere libertino della giovane moglie, la goffaggine del suo focoso amante e l'irruenza di un marito tristemente cornuto.

domenica 5 febbraio 2012

A patti i cannaluvari: Mili Airline, 2003

Questo articolo inaugura sul blog la pubblicazione dei video di alcune delle farse più carine dei trascorsi carnevali milesi grazie alle quali tanti nostri compaesani sono stati allietati. Si inizia con Mili Airline, farsa carnevalesca del 2003.

Mili Airline, farsa di carnevale del 2003
In essa, gli ultimi eredi temporali della tradizione farsistica di Mili San Marco, danno vita a 'na patti 'i cannaluvari magnificamente strutturata, seconda, forse, solo a Milipolitik del 2006, sempre dello stesso gruppo di interpreti.

La farsa s'incastrata tra la realtà del paese e quella immaginata del suo ipotetico aeroporto, Mili la Caccarazza, e racconta di un gruppo di viaggiatori che si ritroveranno su un aereo-carretta ognuno ad inseguire i propri sogni e i propri desideri. Sempre sullo stesso aeromobile saliranno anche due maldestri terroristi intenti a realizzare i loro folli propositi.

domenica 22 gennaio 2012

Soprannomi e 'nciurie a Mili San Marco

Se un compaesano assente dal paese da più di trent'anni volesse sapere di chi sono figlio alla mia naturale ed ovvia risposta probabilmente replicherebbe con «Pippo Todaro chi?». Se invece rispondessi subito «sono il figlio du' napulitanu» azzerrerei immediatamente ogni equivoco identificativo nel mio interlocutore. E potrei rafforzare ulteriormente l'appartenenza al mio «ramo» aggiungendo anche il nipote di «Matteo capubanna» o di «Mimmo lamparina» e via dicendo.

Word clouds dei soprannomi a Mili San Marco
Questo «marchio» che mio padre ha praticamente dalla nascita, appioppatogli per le sue origini napoletane, è il cosiddetto soprannome o nomignolo o 'niciuria ed ha quella capacità di individuare e rappresentare una persona immediatamente distinguendola da tutte le altre.

Così, se il nome serve a classificare l’individuo entro il sistema familiare, e il cognome lo classifica a livello burocratico, il soprannome serve a classificarlo nel sistema sociale della comunità.

Il soprannome non è una prerogativa di Mili San Marco o dei paesi limitrofi. In ogni piccola comunità siciliana, italiana, europea, e forse in tutte le piccole comunità del mondo in cui il sistema antroponimico è complesso, il soprannome esiste ed è utilizzato dall'intera comunità per riferirsi ai suoi individui.

martedì 20 dicembre 2011

Il Natale nel Mili San Marco di una volta

La festa del Santo Natale è certamente un momento particolare dell'anno a cui pochi restano totalmente indifferenti e lo è stato, senza ombra di dubbio, anche per i nostri predecessori. Obiettivo di quest'articolo è cercare di scoprire come veniva festeggiato il Natale nel paese di Mili negli anni passati, focalizzando la nostra attenzione tra il 1900 e il 1960.

Presepe Chiesa di Mili, 2012
Il Natale nel paese di Mili San Marco era fatto di piccole cose, che tuttavia riempivano enormemente il cuore di letizia e di serenità. Quando per le vie del paese si sentivano riecheggiare le melodie dei primi ciaramiddari era segno che già si era in piena atmosfera natalizia.

Il tempo del Natale entrava nel suo momento vivo il 16 Dicembre di ogni anno, quando iniziava la recita della novena. Nel primi decenni del novecento questa pratica devozionale si teneva nella nostra chiesa parrocchiale alle 4.30 del mattino per consentire a tutti i paesani di parteciparvi prima dell'inizio delle normali attività lavorative. Col tempo venne spostata al pomeriggio con l'unica eccezione oraria di giorno 24 Dicembre, in cui precedeva la messa di mezzanotte. Sono sicuro che molti di voi ancora ricorderanno la giaculatoria, rigorosamente cantata, sopravvissuta fino a qualche anno fa:

domenica 4 dicembre 2011

Quattro milesi dai piedi d'oro per un grande Nizza

Nel lontano 1960 la squadra di calcio del comune di Nizza di Sicilia era la speranza della riviera ionica con una tra le più forti formazioni che abbia mai solcato i campi della seconda divisione. Nella rosa nizzese quattro formidabili stranieri: Ciccino De Domenico, Santino Magale, Gino Motta e Pippo Todaro.

Di Ciuccio, Federico, Crisafulli, Magale, Tavilla, Totaro, Trimarichi, Staff, Volpi
In basso: Melita, Pippo Todaro, Gino Motta, Ciccino De Domenico, Volpi
Gli incontri di quegli anni si svolgevano lungo campi sportivi disseminati di sassi, e talvolta anche in pendenza, ma la spettacolo e il bel gioco non mancavano mai. Ciccino, Santino, Gino e Pippo erano cresciuti e maturati, calcisticamente parlando, nel difficile campo della fiumara di Mili ed erano già richiesti da parecchie squadre cittadine e della provincia messinese.

L'Avv. Di Ciuccio, presidente dell'U. S. Pro Iuventute Nizza, e l'Avv. Rasconà non ebbero dubbi e quando videro giocare i quattro giovani, allora poco più che ventenni, ne riconobbero subito il talento e li arruolarono prontamente in squadra. Tra i giocatori della squadra nizzese e i quattro stranieri venuti da Mili San Marco si creò subito un'intesa perfetta che consentì alla società calcistica di disputare due stagioni memorabili, quella del 1959/60 e quella del 1960/61.

domenica 13 novembre 2011

Padre Restuccia e Padre Colaianni: i preti della ricostruzione

La chiesa parrocchiale del villaggio di Mili San Marco è senza dubbio, almeno architetturalmente, l'edificio ecclesiastico più bello tra quelli dislocati lungo la I Circoscrizione del comune di Messina. Ma se ancora oggi possiamo ammirarla e goderla lo dobbiamo fondamentalmente all'opera di due sacerdoti del passato che si sono impegnati affinché venisse ricostruita e riparata.

Chiesa di San Marco Evangelista
Come già raccontato nell'articolo Le dodici piaghe di Mili San Marco, l'attuale edificio parrocchiale è stato interamente distrutto in seguito alla grande alluvione del 13 Novembre 1855. Venne riedificato e restituito alla comunità dei fedeli soltanto nel 1864 grazie a una ingente somma di denaro elargita dall'allora sovrano del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, a perenne riconoscenza dei fatti del 1810 in cui i milesi e gli abitanti dei villaggi vicini respinsero il tentativo di sbarco dei francesi agli ordini di Gioachinno Murat (leggi l'articolo I milesi contro le truppe francesi di Giocchino Murat).

domenica 30 ottobre 2011

Il Signor Lasciato: storia di un furto sacrilego

Il Signor Lasciato è un piccolo luogo di preghiera, situato a circa metà strada tra i villaggi di Mili San Marco e Mili San Pietro, che deve il suo particolare nome, nonché la sua costruzione, ad un episodio successo nei primi del '900.

Signor Lasciato, Mili San Marco
Nella notte del 21 Giugno del 1908 alcuni ladri s'intrufolarono nella chiesa non parrocchiale di Mili San Pietro impadronendosi di diversi oggetti preziosi, tra cui la patena, l'ostensorio, il calice e altri oggetti liturgici di valore. I ladri agirono indisturbati e alla fine, noncuranti di profanare anche il tabernacolo, presero la pisside con le particole consacrate al suo interno.

Prima di continuare, però, con il nostro racconto è importante fare un paio di premesse. La chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo al tempo dei fatti non era la struttura che tutti noi conosciamo, anche se collocata nella medesima posizione. C'era ancora il vecchio edificio del '700 che venne interamente demolito soltanto nel 1937 dopo essere divenuto troppo fatiscente e pericoloso per via dei terremoti e delle inondazioni a cui era stato sottoposto. Fu per l'interessamento dell'allora arcivescovo metropolita di Messina, Mons. Angelo Paino, se si potè procedere alla costruzione della nuova chiesa che venne poi consegnata ai fedeli solo dopo l'inaugurazione del 1954. Inoltre la comunità di Mili San Pietro era ancora sotto la giurisdizione dei monaci dell'abbazia di Santa Maria e soltanto nel 1921 la chiesa venne dichiarata parrocchia.

domenica 23 ottobre 2011

Le chiese di Mili San Marco: il mistero della croce

Nel paese di Mili San Marco oltre al bellissimo edificio parrocchiale dedicato all'evangelista si trovavano dislocate, tra le varie contrade del villaggio, ben altre quattro chiese, a sottolineare la profonda fede e la grande religiosità che si respirava nel piccolo borgo della città dello stretto.

Chiesa di San Marco Evangelista
La prima chiesa, che è anche la struttura più antica dell'intero villaggio, è la chiesa settecentesca di San Domenico, ed è anche l'unica delle quattro che è rimasta sostanzialmente intatta fino ai nostri giorni.

Costruita originariamente dalla famiglia nobiliare degli Stagno d'Alcontres è stata negli anni di proprietà della famiglia Romeo che di recente l'ha ceduta alla diocesi di Messina. Dal 1955 al 1958, periodo in cui la Matrice è rimasta chiusa per dei lavori di restauro, la chiesa di San Domenico è stato il luogo di culto di riferimento per la nostra parrocchia; al suo interno si sono svolte tutte le funzioni religiose ricadenti nel suddetto periodo, compresa la celebrazione di tridui, novene, prime comunioni e matrimoni.