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domenica 29 settembre 2013

Il teatro a Mili negli anni '60: interpreti principali

ARTICOLO AGGIORNATO. DATA DI PRIMA PUBBLICAZIONE 18 NOVEMBRE 2012
Il paese di Mili San Marco vanta una tradizione teatrale di tutto rispetto, che a onor del vero continua ancora oggi, e negli anni sessanta ha visto un decennio particolarmente fecondo di interpreti e di compagnie.

La cantata dei pastori
In questo articolo ci concentreremo, in modo particolare, sulla compagnia che chiameremo di «San Domenico» ovvero su quel gruppo di persone che svolgevano attività teatrale nella chiesa di San Domenico e che, nonostante la pochezza di mezzi, arriverà a conquistare il grande pubblico del Teatro Savoia.

Il gruppo in questione nasce negli anni '60 dalle ceneri di una compagnia ancora più vecchia formata da Santino Magale, Ciccio Intersimone e Nino Spadaro (muzzuni). Non trovando nel villaggio dei locali idonei a svolgere la normale attività di laboratorio teatrale, si rivolgono al vicino paese di Mili Marina dove ottengono dall'allora parroco, Padre Federico Nunzio, l'autorizzazione ad utilizzare i locali della vecchia chiesa dove iniziano, con molti sacrifici, a coltivare la loro passione per l'antica e nobile arte del teatro.

domenica 18 agosto 2013

Il conte Ruggero, u' camiddu e l'omu sabbaggiu

ARTICOLO AGGIORNATO. DATA DI PRIMA PUBBLICAZIONE 25 SETTEMBRE 2011
La ballata del camiddu e dell'omu sabbaggiu, ovvero del cammello e dell'uomo selvaggio, raffigura lo scontro tra il Gran Conte Ruggero d'Altavilla e un saraceno appiedato e vuole significare la conquistata libertà da parte del popolo siciliano e il loro riappropriarsi del territorio, dei costumi e della propria cultura.

Ruggero I di Sicilia
Il bagaglio storico che questa pantomima porta dietro con se è ricchissimo e lo vedremo in dettaglio nel seguito di quest'articolo. Sappiate già da adesso che la danza in questione è un ballo di lotta, di conquista e di morte e solo l'ignoranza sull'origine di questa tradizione ha portato, in certe realtà, a una degenerazione dello spettacolo con balletti caratterizzati dallo scherno e dal ridicolo.

Ai giorni nostri, questa tradizione continua a sopravvivere in molti villaggi del Messinese, come a Santo Stefano Medio, Torre Faro o ad Alì Superiore, così come in molti altri paesi della Sicilia e della Calabria. Anzi, ci sono una serie d'indizi che, verosimilmente, posso farci affermare che la paternità di questa pantomima spetti proprio al paese di Santo Stefano Medio.

A Mili San Marco, in passato, u' camiddu e l'omu sabbaggiu si rappresentava in occasione dei festeggiamenti del santo patrono, nella seconda domenica di Agosto, e ancor prima nell'ultima domenica di Maggio. La ballata aveva luogo nell'ex-campo di calcio della fiumara e dava la possibilità a tutti i paesani di godere dello spettacolo in una cornice quasi fiabesca.

Eccezionalmente, nell'estate del 2013, u' camiddu e l'omu sabbaggiu hanno «duellato» nuovamente nel nostro villaggio, stavolta però nella Piazza centrale del paese. Inserito nel calendario Estate in Piazza 2013, è stato grazie ad una iniziativa personale di Pippo Leonardo se questa antica tradizione ha rivissuto nuovamente nonché l'occasione per farla conoscere a molti dei presenti e per emozionare quanti già l'annoveravano tra i propri ricordi.

domenica 14 ottobre 2012

Ballata di Ferragosto in Piazza, 1991

Il nostro compaesano Marco Prestianni ci regala un ultimo video, sicuramente il più emozionante tra quelli già pubblicati, in cui filma minuziosamente una piazza del paese gremita in ogni angolo e con molta gente intenta a ballare e divertirsi.

Ferragosto a Mili San Marco, 1991
L'occasione è una serata danzante organizzata per il Ferragosto del 1991 nella Piazza centrale di Mili San Marco. Quell'anno la festività cadeva di Giovedì e a spopolare tra valzer, tarantelle e mazurche troviamo i classici della trasmissione tv Indietro Tutta, del 1987, da Sì, la vita è tutt'un quiz a Vengo dopo il tiggì.

Nel piazzale è ancora presente la vecchia pavimentazione, non c'erano le panchine e il telefono della SIP è in bella mostra sul muro perimetrale. Molte sono le persone immortalate dall'obiettivo a cominciare dal compianto Maccu ministraru e dalla sua classica tenuta da ballo: camicia aperta e canotta bianca. Nel video compare anche lo stesso Marco (Prestianni) con la moglie Giovanna ripreso, probabilmente, da Fabio o da Stefano, uno dei suoi due figli.

lunedì 8 ottobre 2012

Festeggiamenti di San Marco, 1991

Nell'Agosto del 1991, nel paese di Mili San Marco, si sono tenuti regolarmente i festeggiamenti del santo patrono ma, per l'occasione, il programma previsto é stato particolarmente ricco di iniziative religiose, di spettacolo e sportive.

Festeggiamenti di San Marco, 1991
Fino al 2011 la festa di San Marco, la cui vera ricorrenza è il 25 Aprile, era tradizionalmente organizzata nella seconda settimana del mese di Agosto al fine di consentire ai tanti paesani che vivono nel «continente», e che tornano in paese per le ferie, di vivere un momento di festa nel villaggio.

Nel 1991, come dicevo, si è organizzata una festa più importante del solito, forse seconda solo a quella del 1981, con predica-panegirico di Padre Pio di Paternò, sfilata per le vie del paese della Banda i L'Umbrillara, raduno bandistico dei corpi musicali di Faro Superiore, Salice, Sant'Agata e Mili San Marco, nonché con la presenza di Antonella Ruggiero famosa, allora, per aver partecipato all'edizione di Sanremo del 1986 e per essere la caposquadra campana in Gran Premio, lo spettacolo Rai condotto da Pippo Baudo del 1990.

domenica 23 settembre 2012

Amore e arretratezza a Mili San Marco

In passato, nel paese di Mili San Marco, erano in voga delle usanze, figlie di un'arretratezza culturale diffusa, che interessavano sia le coppie che decidevano di convivere sia le ragazze in età di matrimonio.

Balcone con tapparelle chiuse
Nei primi anni del dopo guerra se una donna o una vedova si accompagnava con un uomo al di fuori dei sacramenti cristiani, la gente del paese venutolo a sapere, si radunava sotto la casa degli innamorati e per tutta la notte, faceva un gran baccano con urla, fischi, coperchi di pentole, ecc. Tutto questo per contestare ed evidenziare l'«illegale» posizione della coppia di innamorati, a cui non restava altra scelta che barricarsi dentro casa.

Una scena surreale e di cattivissimo gusto che riporta alla mente l'episodio pirandelliano de La Giara, in cui Zi' Dima rimasto intrappolato dentro il grosso recipiente è costretto a sorbirsi per tutta la notte i balli e i canti che i paesani facevano intorno alla giara stessa. Ma nel racconto di Pirandello il contesto era totalmente diverso e la festa era stata organizzata proprio dallo stesso Zi' Dama per far innervosire Don Lolò Zirafa.

domenica 8 aprile 2012

U fuddittu: tra storia, leggenda e realtà

Nel paese di Mili San Marco si credeva che in alcune case dislocate all'interno del villaggio, durante la notte, uno spiritello stravagante, u fuddittu, uscisse dal proprio rifugio e si aggirasse indisturbato per le abitazioni dei malcapitati.

U fuddittu
Diverse persone mi hanno raccontato queste leggende e per molte di loro erano fatti veramente accaduti o vissuti realmente dai soggetti da cui ne erano venuti a conoscenza.

Una di queste persone era la mia nonna materna, Peppina Munafò che spesso mi raccontava che da bambina, quando dormiva nella casa di sua nonna (la mia trisavola) ogni notte sentiva qualcuno dal passo pesante percorrere le scale della loro abitazione, e per tutti «quel qualcuno» era senza alcun dubbio u fuddittu.

La tradizione locale messinese descrive il folletto come un'emanazione spiritica molto ambigua e mutevole, dispettosa e molesta. Capace di rendersi invisibile, è schivo per natura, ma al contempo non riesce a vivere lontano dai centri abitati proprio per la sua voglia di giocare tiri mancini agli esseri umani.

giovedì 16 febbraio 2012

Storie di carnevale: i carri fioriti di Giovanni Visalli

Il carnevale messinese degli anni '50 è stato uno tra i più importanti e apprezzati carnevali siciliani, con sfilate di carri allegorici, carri floreali e gruppi motorizzati in maschera. Nell'edizione del 1955 il premio per il più bel carro fiorito è stato vinto da Giovanni Visalli e dal suo meraviglioso «Dragone marino».

Dragone marino, 1955
Oggi Messina e la sua provincia non hanno più un carnevale meritevole di tale appellativo, se si esclude quello del comune di Saponara, ma tra il 1950 ed il 1959 la nostra città ha vissuto un momento felice che l'ha vista protagonista di un carnevale organizzato e curato nei minimi particolari con veglioni degni di questo nome, che si svolgevano nel Salone della Borsa della Camera di Commercio, al Cinema Savoia, alla Sala Metropol e in Fiera, e le già citate sfilate.

Nel 1955 il premio per il miglior carro allegorico adornato con fiori è stato vinto dal marinoto Giovanni Visalli, detto Vannuzzu. Noto falegname-ebanista del vicino Mili Marina, ha il merito di aver realizzato la struttura portante del carro mentre il suo rivestimento è stato il frutto dell'intenso lavoro di un floricoltore della zona, Nicola Galletta, zio del nostro compaesano Pippo Cristaudo.

domenica 22 gennaio 2012

Soprannomi e 'nciurie a Mili San Marco

Se un compaesano assente dal paese da più di trent'anni volesse sapere di chi sono figlio alla mia naturale ed ovvia risposta probabilmente replicherebbe con «Pippo Todaro chi?». Se invece rispondessi subito «sono il figlio du' napulitanu» azzerrerei immediatamente ogni equivoco identificativo nel mio interlocutore. E potrei rafforzare ulteriormente l'appartenenza al mio «ramo» aggiungendo anche il nipote di «Matteo capubanna» o di «Mimmo lamparina» e via dicendo.

Word clouds dei soprannomi a Mili San Marco
Questo «marchio» che mio padre ha praticamente dalla nascita, appioppatogli per le sue origini napoletane, è il cosiddetto soprannome o nomignolo o 'niciuria ed ha quella capacità di individuare e rappresentare una persona immediatamente distinguendola da tutte le altre.

Così, se il nome serve a classificare l’individuo entro il sistema familiare, e il cognome lo classifica a livello burocratico, il soprannome serve a classificarlo nel sistema sociale della comunità.

Il soprannome non è una prerogativa di Mili San Marco o dei paesi limitrofi. In ogni piccola comunità siciliana, italiana, europea, e forse in tutte le piccole comunità del mondo in cui il sistema antroponimico è complesso, il soprannome esiste ed è utilizzato dall'intera comunità per riferirsi ai suoi individui.