Visualizzazione post con etichetta Di tutto un po'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Di tutto un po'. Mostra tutti i post

domenica 26 ottobre 2014

Origine del nome Mili

L'origine del toponimo Mili è tuttora dubbia nonostante esistano ben tre ipotesi che cercano di spiegarne il significato. Delle tre tesi una è verosimilmente più convincente delle altre ma questo è solo un mio parere, consideratelo tale.

Toponimo Mili
Il toponimo Mili sopravvive in quattro centri abitati situati pochi chilometri a sud di Messina: Mili Marina e Mili Moleti sulla strada litoranea, Mili San Marco, in posizione più elevata a circa 75m sul livello del mare, e Mili San Pietro, ancora più all'interno, a circa 200m d'altitudine.

All'inizio del XX secolo esistevano solo gli ultimi due centri, Mili San Marco, detto allora Mili Inferiore, e Mili San Pietro, denonimato Mili Superiore. Oggi è indiscutibile che il nome dato ai due villaggi derivi proprio dalla fiumara Mili, sua cui valle essi si affacciano, ma cosa significa esattamente Mili?

Nella monografia Ciriaco o Melaios di Enrica Follieri, del 1973 la studiosa fa risalire l'etimologia del nome Mili a μύλος cioè «mola», «macina» e, in età successiva, «mulino». La fiumara Mili pertanto dovette trarre il nome dai mulini posti su di essa e azionati dalla sua corrente: del resto già nel diploma di fondazione si parla di un mulino (molendinum) qui constituit Abbas in fluvio Mili, per cui il conte Ruggero concede l'esenzione da aggravi fiscali, aggiungendo che l'abate ha la potestà di alia constituere ubi voluerit in praedicto fluvio ovvero la libertà di costruirne di nuovi.

domenica 13 gennaio 2013

Mili San Marco in FM: storia della radio di paese

Nello stesso anno in cui a Milano veniva fondata Radio Deejay (1982), nel paese di Mili San Marco nasceva un'emittente radiofonica privata frutto della passione e della caparbietà di un gruppo di intrepidi ragazzi: Radio Antenna San Marco.

Radio Antenna San Marco, 1982-1986
In questa immagine sono raffigurate alcune delle persone che hanno prestato le proprie braccia e il proprio tempo alla radio ma, in realtà, i protagonisti di questa avventura sono molti di più e nel prosieguo di questo articolo cercherò di citarli tutti (ci spero). Ma partiamo dall'inizio.

Siamo nel 1977: Biagio La Fauci e Piero De Pasquale sono due bambini con una forte passione per gli apparecchi radio. Sono così innamorati delle varie trasmissioni radiofoniche del tempo che il loro gioco preferito consiste proprio nel «fare radio». Dalla loro fantasia nasce Radio Cunigghiaru che qualche giorno dopo trasformeranno nella più altisonante Radio Interferenza Galattica. Tutto ancora era solo un gioco, e nessuno di loro aveva ne i mezzi economici ne la conoscenza per irradiare un vero segnale radio, ciononostante, Biagio e Piero cercavano di dare un «corpo» alla loro fantasia.

domenica 14 ottobre 2012

Ballata di Ferragosto in Piazza, 1991

Il nostro compaesano Marco Prestianni ci regala un ultimo video, sicuramente il più emozionante tra quelli già pubblicati, in cui filma minuziosamente una piazza del paese gremita in ogni angolo e con molta gente intenta a ballare e divertirsi.

Ferragosto a Mili San Marco, 1991
L'occasione è una serata danzante organizzata per il Ferragosto del 1991 nella Piazza centrale di Mili San Marco. Quell'anno la festività cadeva di Giovedì e a spopolare tra valzer, tarantelle e mazurche troviamo i classici della trasmissione tv Indietro Tutta, del 1987, da Sì, la vita è tutt'un quiz a Vengo dopo il tiggì.

Nel piazzale è ancora presente la vecchia pavimentazione, non c'erano le panchine e il telefono della SIP è in bella mostra sul muro perimetrale. Molte sono le persone immortalate dall'obiettivo a cominciare dal compianto Maccu ministraru e dalla sua classica tenuta da ballo: camicia aperta e canotta bianca. Nel video compare anche lo stesso Marco (Prestianni) con la moglie Giovanna ripreso, probabilmente, da Fabio o da Stefano, uno dei suoi due figli.

lunedì 8 ottobre 2012

Festeggiamenti di San Marco, 1991

Nell'Agosto del 1991, nel paese di Mili San Marco, si sono tenuti regolarmente i festeggiamenti del santo patrono ma, per l'occasione, il programma previsto é stato particolarmente ricco di iniziative religiose, di spettacolo e sportive.

Festeggiamenti di San Marco, 1991
Fino al 2011 la festa di San Marco, la cui vera ricorrenza è il 25 Aprile, era tradizionalmente organizzata nella seconda settimana del mese di Agosto al fine di consentire ai tanti paesani che vivono nel «continente», e che tornano in paese per le ferie, di vivere un momento di festa nel villaggio.

Nel 1991, come dicevo, si è organizzata una festa più importante del solito, forse seconda solo a quella del 1981, con predica-panegirico di Padre Pio di Paternò, sfilata per le vie del paese della Banda i L'Umbrillara, raduno bandistico dei corpi musicali di Faro Superiore, Salice, Sant'Agata e Mili San Marco, nonché con la presenza di Antonella Ruggiero famosa, allora, per aver partecipato all'edizione di Sanremo del 1986 e per essere la caposquadra campana in Gran Premio, lo spettacolo Rai condotto da Pippo Baudo del 1990.

domenica 23 settembre 2012

Amore e arretratezza a Mili San Marco

In passato, nel paese di Mili San Marco, erano in voga delle usanze, figlie di un'arretratezza culturale diffusa, che interessavano sia le coppie che decidevano di convivere sia le ragazze in età di matrimonio.

Balcone con tapparelle chiuse
Nei primi anni del dopo guerra se una donna o una vedova si accompagnava con un uomo al di fuori dei sacramenti cristiani, la gente del paese venutolo a sapere, si radunava sotto la casa degli innamorati e per tutta la notte, faceva un gran baccano con urla, fischi, coperchi di pentole, ecc. Tutto questo per contestare ed evidenziare l'«illegale» posizione della coppia di innamorati, a cui non restava altra scelta che barricarsi dentro casa.

Una scena surreale e di cattivissimo gusto che riporta alla mente l'episodio pirandelliano de La Giara, in cui Zi' Dima rimasto intrappolato dentro il grosso recipiente è costretto a sorbirsi per tutta la notte i balli e i canti che i paesani facevano intorno alla giara stessa. Ma nel racconto di Pirandello il contesto era totalmente diverso e la festa era stata organizzata proprio dallo stesso Zi' Dama per far innervosire Don Lolò Zirafa.

domenica 9 settembre 2012

Il 9 barrato: il più mitico degli autobus

Il 9 barrato, anzi il «9 sbarrato» come veniva chiamato da tutta la popolazione, è stato un autobus in forza all'ATM di Messina che ha servito, con onore, almeno tre generazioni di milesi e col quale molti di noi sono cresciuti.

Fiat 405 Menarini, 1960
Questo mezzo, ogni giorno, con corse intervallate tra loro di 50 minuti, copriva la distanza che separa il paese di Mili Superiore dal centro cittadino. Per alcuni anni, e solo negli orari di punta (7.30 e 12.50), è stato affiancato da un sussidio con capolinea nel villaggio di Mili San Marco. A queste due corse in particolare, e ai suoi autisti, è dedicato il presente articolo in cui cercheremo di ricordare il mitico Fiat 405 Menarini.

In occasione della 3a edizione della Notte della Cultura, 2011, lo storico autobus del 1960 è uscito dal deposito di via La Farina per raggiungere piazza Unione Europea dove è stato possibile ammirarlo e a cui la foto di apertura si riferisce.

La foto in realtà ritrae un modello a due tonalità di verde, ma per il sussidio veniva utilizzato anche un veicolo bicolore giallo-bianco. Il «9 sbarrato» era l'autobus di tutti: i nostri nonni lo prendevano per fare la spesa in centro, i nostri padri per andare a lavoro, le nostri madri per le compere importanti in città e tutti i ragazzi e bambini per raggiungere le scuole: Tremestieri prima e gli istituti superiori del centro dopo.

domenica 22 aprile 2012

Vincenzo Nibali: tappa a Mili San Marco

Nel Gennaio 2009 il campione di ciclismo Vincenzo Nibali è stato il gradito ospite di una serata all'insegna della cordialità e dell'amicizia organizzata dal circolo sportivo di Mili San Marco proprio per omaggiare l'atleta messinese.

Vincenzo Nibali, 2012

Vincenzo Nibali è un ciclista su strada italiano. Al suo attivo annovera già numerosi risultati tra cui la Vuelta a España 2010, la Tirreno-Adriatica 2012, un Giro del Trentino, un Giro della Toscana e due tappe del Giro d'Italia. Non spetta certamente a questo blog ripercorrere in maniera analitica e dettagliata tutta la sua carriera per cui rimando ogni approfondimento al sito personale del ciclista (www.vincenzonibali.it) o a Wikipedia e vado avanti con il racconto.

domenica 18 marzo 2012

Storie di tifosi: Palermo-Messina 0-2

Il 21 Dicembre del 1958 si giocava la 13ª giornata del campionato di calcio di Serie B. Nel capoluogo siciliano l'A.C.R. Messina affrontava il Palermo, e quel particolare derby è stato l'occasione d'oro che ha spinto un gruppo speciale di tifosi a seguire la propria squadra in trasferta.

Messina, 1958/59: Bernini, Sellani, Melonari, Orlando, Kirchmayr, Bosco
Accosciati: Alicata, Salerno, Angelo Stucchi, Ennio Lenuzza, Bettini
La stagione 1958/59 può considerarsi come una stagione di svolta per la società calcistica messinese. Difatti si era giunti ad un bivio: o si imboccava una nuova strada oppure la squadra sarebbe scomparsa dalle scene calcistiche.

La crisi dirigenziale viene gestita politicamente dal primo cittadino di allora, il sindaco Michelangelo Trimarchi, che si adopera alla costituzione di un direttivo straordinario. Al vertice si pone l’avvocato Goffredo Muglia seguito dall'avvocato Aurelio Mazza, dall'ingegnere Lillo D’Andrea, dal capitano Domenico Fusco, dal prof. Domenico La Corte, dal dott. Antonino Saitta e, unico rappresentante dei soci, dal sig. Giovanni Pistorino.

Questa dirigenza trova subito accordo e compattezza e si pone criteri nuovi di amministrazione e gestione delle risorse.

domenica 22 gennaio 2012

Soprannomi e 'nciurie a Mili San Marco

Se un compaesano assente dal paese da più di trent'anni volesse sapere di chi sono figlio alla mia naturale ed ovvia risposta probabilmente replicherebbe con «Pippo Todaro chi?». Se invece rispondessi subito «sono il figlio du' napulitanu» azzerrerei immediatamente ogni equivoco identificativo nel mio interlocutore. E potrei rafforzare ulteriormente l'appartenenza al mio «ramo» aggiungendo anche il nipote di «Matteo capubanna» o di «Mimmo lamparina» e via dicendo.

Word clouds dei soprannomi a Mili San Marco
Questo «marchio» che mio padre ha praticamente dalla nascita, appioppatogli per le sue origini napoletane, è il cosiddetto soprannome o nomignolo o 'niciuria ed ha quella capacità di individuare e rappresentare una persona immediatamente distinguendola da tutte le altre.

Così, se il nome serve a classificare l’individuo entro il sistema familiare, e il cognome lo classifica a livello burocratico, il soprannome serve a classificarlo nel sistema sociale della comunità.

Il soprannome non è una prerogativa di Mili San Marco o dei paesi limitrofi. In ogni piccola comunità siciliana, italiana, europea, e forse in tutte le piccole comunità del mondo in cui il sistema antroponimico è complesso, il soprannome esiste ed è utilizzato dall'intera comunità per riferirsi ai suoi individui.

martedì 20 dicembre 2011

Il Natale nel Mili San Marco di una volta

La festa del Santo Natale è certamente un momento particolare dell'anno a cui pochi restano totalmente indifferenti e lo è stato, senza ombra di dubbio, anche per i nostri predecessori. Obiettivo di quest'articolo è cercare di scoprire come veniva festeggiato il Natale nel paese di Mili negli anni passati, focalizzando la nostra attenzione tra il 1900 e il 1960.

Presepe Chiesa di Mili, 2012
Il Natale nel paese di Mili San Marco era fatto di piccole cose, che tuttavia riempivano enormemente il cuore di letizia e di serenità. Quando per le vie del paese si sentivano riecheggiare le melodie dei primi ciaramiddari era segno che già si era in piena atmosfera natalizia.

Il tempo del Natale entrava nel suo momento vivo il 16 Dicembre di ogni anno, quando iniziava la recita della novena. Nel primi decenni del novecento questa pratica devozionale si teneva nella nostra chiesa parrocchiale alle 4.30 del mattino per consentire a tutti i paesani di parteciparvi prima dell'inizio delle normali attività lavorative. Col tempo venne spostata al pomeriggio con l'unica eccezione oraria di giorno 24 Dicembre, in cui precedeva la messa di mezzanotte. Sono sicuro che molti di voi ancora ricorderanno la giaculatoria, rigorosamente cantata, sopravvissuta fino a qualche anno fa:

domenica 30 ottobre 2011

Il Signor Lasciato: storia di un furto sacrilego

Il Signor Lasciato è un piccolo luogo di preghiera, situato a circa metà strada tra i villaggi di Mili San Marco e Mili San Pietro, che deve il suo particolare nome, nonché la sua costruzione, ad un episodio successo nei primi del '900.

Signor Lasciato, Mili San Marco
Nella notte del 21 Giugno del 1908 alcuni ladri s'intrufolarono nella chiesa non parrocchiale di Mili San Pietro impadronendosi di diversi oggetti preziosi, tra cui la patena, l'ostensorio, il calice e altri oggetti liturgici di valore. I ladri agirono indisturbati e alla fine, noncuranti di profanare anche il tabernacolo, presero la pisside con le particole consacrate al suo interno.

Prima di continuare, però, con il nostro racconto è importante fare un paio di premesse. La chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo al tempo dei fatti non era la struttura che tutti noi conosciamo, anche se collocata nella medesima posizione. C'era ancora il vecchio edificio del '700 che venne interamente demolito soltanto nel 1937 dopo essere divenuto troppo fatiscente e pericoloso per via dei terremoti e delle inondazioni a cui era stato sottoposto. Fu per l'interessamento dell'allora arcivescovo metropolita di Messina, Mons. Angelo Paino, se si potè procedere alla costruzione della nuova chiesa che venne poi consegnata ai fedeli solo dopo l'inaugurazione del 1954. Inoltre la comunità di Mili San Pietro era ancora sotto la giurisdizione dei monaci dell'abbazia di Santa Maria e soltanto nel 1921 la chiesa venne dichiarata parrocchia.

domenica 23 ottobre 2011

Le chiese di Mili San Marco: il mistero della croce

Nel paese di Mili San Marco oltre al bellissimo edificio parrocchiale dedicato all'evangelista si trovavano dislocate, tra le varie contrade del villaggio, ben altre quattro chiese, a sottolineare la profonda fede e la grande religiosità che si respirava nel piccolo borgo della città dello stretto.

Chiesa di San Marco Evangelista
La prima chiesa, che è anche la struttura più antica dell'intero villaggio, è la chiesa settecentesca di San Domenico, ed è anche l'unica delle quattro che è rimasta sostanzialmente intatta fino ai nostri giorni.

Costruita originariamente dalla famiglia nobiliare degli Stagno d'Alcontres è stata negli anni di proprietà della famiglia Romeo che di recente l'ha ceduta alla diocesi di Messina. Dal 1955 al 1958, periodo in cui la Matrice è rimasta chiusa per dei lavori di restauro, la chiesa di San Domenico è stato il luogo di culto di riferimento per la nostra parrocchia; al suo interno si sono svolte tutte le funzioni religiose ricadenti nel suddetto periodo, compresa la celebrazione di tridui, novene, prime comunioni e matrimoni.

martedì 30 agosto 2011

San Marco e San Todaro

San Marco evangelista oltre ad essere il santo benvoluto del nostro paese è anche il patrono di Venezia. Nella città lagunare, tuttavia, condivide il patronato con un altro santo del primo millennio: San Todaro.

Colonne di San Marco e San Todaro
Chi giunge a Venezia dal bacino di San Marco vede svettare due colonne su cui sono poste la statua di San Todaro, primo protettore della città, e la figura di un leone alato che raffigura San Marco, attuale patrono di Venezia.

Per me che mi chiamo Marco Todaro è stata una piacevole sorpresa scoprire che sia il mio nome sia il mio cognome sono i nomi dei due santi che da secoli vegliano sulla Regina dell'Adriatico.

Dell'evangelista Marco, bene o male, conosciamo abbastanza per cui andremo a scoprire più in dettaglio la figura di San Todaro.

San Todaro, nome veneziano del bizantino San Teodoro di Amasea (l'odierna città di Amasya in Turchia) fu un santo guerriero, originario dell'Oriente ma legionario di Galerio Massimiano proprio in quella città. Egli fu martirizzato per essersi rifiutato di fare sacrifici agli dei, ed aver dato fuoco al tempio di Cibèle, un antica divinità venerata in Anatolia.